Sapone: Ricetta Base – Metodo a Freddo

avete già sentito parlare del sapone fatto in casa. Io sono una grande fan, anche se il tempo scarseggia sempre per fare esperimenti!Me ne sono interessata sempre leggiucchiando alcune cose sul forum di Lola…. ma alla fine per praticità ho deciso di comprare il libro “Il mio Sapone Naturale” di Patrizia Garzena e Marina Tadiello.

Sul loro sito ilmiosapone.it è descritta la ricetta base e più semplice per fare il sapone con il metodo a freddo, che è quella che riporto qui anche io.
Trovo questo libro davvero ottimo e consiglio a tutte gli interessati di investire questa piccola somma perchè lo troveranno davvero utile.

Su questa pagina del Blog trovate tutto sul Sapone fatto in casa dalle attrezzature agli ingredienti: Sapone.

Quella che vi riporto qui è la ricetta base con la quale anche io e Fede (il mio fedelissimo aiutante!) abbiamo cominciato a saponificare. Credo che sia il modo più semplice  per cominciare ed è estremamente utile  per descrivere nei dettagli il procedimento della Saponificazione a Freddo.

L’olio d’oliva, inoltre è uno dei pochi grassi, se non l’unico, che può essere saponificato da solo ottenendo ottimi risultati (vedi il Sapone di Aleppo, anche se ha metodi di produzione diversi!)
Leggi il post su Oli e grassi .

Dal sito di Marina e Patrizia traggo uno stralcio di spiegazione su questo metodo: “Il metodo a freddo è il sistema più semplice e immediato per preparare il sapone. In questa tecnica si sfrutta il calore naturale, prodotto dalla reazione tra la soda caustica e i grassi, per portare a termine la saponificazione. Questo calore va dunque controllato e soprattutto mantenuto il più lungo possibile perchè possa svolgere il suo compito.”

Trovate altre info dettagliate e ricette  nellapposita sezione del blog: Sapone

Innanzitutto dobbiamo sempre tenere ben a mente tre cose importanti per la riuscita del sapone:

  • Bisogna pesare con assoluta precisione gli ingredienti; anche la minima differenza può rovinare tutto. Ci dobbiamo quindi avvalere di una bliancia di precisione che pesi al grammo
  • I grassi e la soluzione caustica devono essere miscelati alla temperatura ottimale, quindi dovremo avere necessariamente un termometro che misuri temperature fino ai 90-100°C
  • Il calore deve essere preservato per almeno le prime 24 ore, isolando gli stampi dove coleremo il sapone.

Ora possiamo pensare all’Attrezzatura:
Essendo la soluzione caustica molto basica potrebbe corrodere alcuni materiali, rovinandoli e pregiudicando la buona riuscita dell’esperimento ma anche la nostra salute. Vediamo quindi di cosa abbiamo bisogno e cosa evitare:

  • Una bilancia elettronica precisa al grammo.
  • Un termometro che misuri da -10 a +110 per misure le temperature della soluzione caustica e dei grassi.
  • Una pentola di acciaio inox per scaldare i grassi e fare il sapone.
  • Una caraffa in vetro o ceramica resistenti alle alte temperature per dissolvere la soda nel liquido.
  • Cucchiai di acciaio inox per dosare.
  • Cucchiai di legno da sostituire con una certa frequenza.
  • Un frullatore a immersione (ce ne sono anche da 10-20 euro che potete dedicare a questo scopo se non avete quelli lavabili in lavastoviglie.)
  • Vecchie coperte per avvolgere gli stampi e tenerli caldi. Io utilizzo anche le “patatine” di polistirolo degli imballi creando un fondo con dei vecchi pile, adagiando gli stampi chiusi e poi versando le patatine tutt’intorno. Sopra a tutto un altro pile.

I materiali da evitare:

  • Rame
  • Alluminio
  • Ferro
  • Antiaderenti





Gli Stampi
Gli stampi per saponi devono avere alcune caratteristiche fondamentali:

  • Flessibilità per piegarsi senza rompersi quando dobbiamo far uscire il sapone.
  • Resistenza alle alte temperature.
  • Buona capacità di isolamento.
  • Resistenza all’aggressione del materiale caustico o degli oli essenziali

Gli stampi più adatti sono quelli fatti di plastiche resistenti alle altre temperature, legno foderato di carta da forno, stampi di silicone (anche quelli per dolci). Io utilizzo anche delle vecchie scatole porta floppy disk di cartone grosso, rivestite di carta da forno, cartoni tetrapak di succhi o latte, bottiglie di plastica di latte o succhi (questi utili andranno tagliati per sformare il sapone).

Materiali da evitare per gli stampi:

  • Polistirolo
  • Resine plastiche espanse
  • Vetro e pirofile (non tirerete mai fuori il sapone!)
  • Ceramica e terracotta (idem)
  • Rame, alluminio

Importantissima è lAttrezzatura di sicurezza:

  • Guanti di gomma da cucina
  • Maschera di protezione trasparente o occhialini da piscina
  • Mascherina per evitare l’inalazione dei vapori della soda
  • Le attrezzature di sicurezza vanno indossate ogni volta che si pesa la soda, si prepara la soluzione di liquido e soda, si versa la soda nei grassi e si mescola il sapone, si versa il sapone nello stampo. I guanti vanno indossati anche per maneggiare il sapone fresco di pochi giorni.

Passiamo ora alla ricetta vera e propria…

Sapone all’Olio d’Oliva 100% alla Lavanda

Ingredienti fondamentali:

– 1 chilo di olio di oliva
– 128 grammi di soda caustica (NaOH) (può essere acquistata nei negozi tipo Brico)
– 300 grammi d’ acqua distillata

Ingredienti facoltativi:

– 10 ml di olio essenziale di lavanda – 1 cucchiaio di farina di riso – 1 cucchiaio di fiori secchi di lavanda tritati

Procedimento: (tratto dal sito ilmiosapone.it)

Fase 1: Preparare l’area di lavoro
Il posto ideale per fare il sapone è la cucina perché c’è a portata di mano tutto quello che serve. Sgombrate il piano di lavoro, copritelo con vecchi giornali o con strofinacci. Indossate i guanti e tenete a portata di mano la mascherina e gli occhialini.

Fase 2: Preparare la soluzione caustica
Indossate guanti, mascherina e occhialini; in una tazza larga pesate con assoluta precisione la soda caustica. Nella caraffa di pirex pesate l’acqua. Mettete la caraffa sul fondo del lavello. Versate poco a poco la soda nell’acqua, mescolando in modo che si sciolga bene. Attenzione perché la temperatura della soluzione caustica salirà rapidamente sino ad 70/80 gradi. Riponete il contenitore coperto in un luogo sicuro a raffreddare

Fase 3: Preparare i grassi
Mettete la pentola di acciaio sulla bilancia e, con assoluta precisione, pesate l’olio. Mettete la pentola sul fornello. Fate scaldare a fuoco bassissimo, mescolando di tanto in tanto. L’olio non deve scaldarsi troppo.

Fase 4: Preparare gli ingredienti facoltativi
Mentre la soluzione caustica raffredda e il grasso si riscalda, misurare l’olio essenziale di lavanda. In una tazzina mescolare l’olio essenziale con la farina di riso. Tritare finemente i fiori secchi di lavanda.

Fase 5: Versare la soluzione caustica nei grassi
Indossate guanti, mascherina e occhialini, con il termometro controllate la temperatura del grasso e della soluzione caustica. Quando entrambe sono a 45 gradi, versate dolcemente la soluzione caustica nel grasso, mescolando bene col cucchiaio di legno. Ora è il momento di passare al frullatore a immersione.

Fase 6: Il nastro
Questo è un punto cruciale per tutti i saponai! Mentre frullate, il sapone cambierà colore e consistenza, diventando sempre più cremoso. Ad un tratto, togliendo il frullatore e facendo colare un po’ di miscela nella pentola, vedrete che resterà in superficie per qualche secondo prima di affondare. Questa “traccia” è il nastro. Adesso potete aggiungere tutti gli ingredienti facoltativi che avete previsto: posate il frullatore, prendete il cucchiaio e mescolate piano mentre versate l’olio essenziale nel sapone e poi aggiungete i fiori tritati.

Fase 7: il gel
Dopo aver aggiunto velocemente gli ingredienti facoltativi, versate il sapone fresco nello stampo. Isolate bene con coperte perché stia caldo. In questo modo verrà raggiunta la fase gel in cui il sapone risulterà di un colore gelatinoso. Resistete alla tentazione di sbirciare!)

Fase 8: stagionatura
Lasciate il sapone coperto nello stampo per 48 ore. Dopo sformatelo e lasciatelo stagionare all’aria in un ambiente asciutto e fresco.

La saponificazione si completa nel giro di un paio di settimane ma la stagionatura ottimale di un sapone di olio di oliva è di 6-8 settimane. Più è lunga la stagionatura, migliore è il risultato!

Mi raccomando chiedete pure se avete domande, dubbi o curiosità!
Più avanti riporterò altre ricette descrivendo via via i metodi con cui personalizzare e creare nuovi saponi!

Per tutto quello che vi serve sapere riguardo alla saponificazione cliccate sul Tab “Sapone” nel menù sotto il titolo e per informazioni dettagliate e tutorial fotografici scaricate il mio eBook “Realizza il tuo Sapone” vol.1

Alla prossima!

 

12 thoughts on “Sapone: Ricetta Base – Metodo a Freddo”

  1. Linda says:

    Ciao Manuki! Grazie per il tuo commento… Mi piace molto il tuo blog, è molto interessante,,, Ti aggiungo subito anche io 😉
    Bacio

  2. Alessandra says:

    molto interessante, grazie per la spiegazione!

  3. Manuki says:

    Grazie Linda ed Alessandra di essere passate e di aver lasciato un commento!
    Mi raccomando se qulacuno/a provasse a farlo fatemi sapere qualcosa sui risultati!

  4. Cipria says:

    Interessantissimo! Se ci proverò ti farò subito sapere!

  5. Manuki says:

    @Cipria: Thanks! 😉

  6. ilMatte says:

    ciao manuki, volevo chiederti: l'uso del frullatore a immersione è fondamentale o posso anche usare un cucchiaio e olio di gomito? dato che non ne ho uno e volevo fare qualche 'esperimento' mi chiedevo se fosse davvero così necessario.
    grazie
    matteo

  7. Manuki says:

    @ilMatte:
    Ciao!
    L'uso del frullatore ad immersione è consigliato ma non assolutamente fondamentale.
    E' sicuramente più veloce ma puoi usare un cucchiaio ed olio di gomito (potrebbe volerci anche mezz'ora di rimestamento continuo).
    Cambia direzione spesso perchè più rimesti più le molecole vengono in contatto tra loro e reagiscono.
    Ti consiglio di cercarne uno a pochi euro (se ne trovano anche a una decina di euro) perchè ti risparmia tanto lavoro e in 5 minuti hai fatto!

  8. Elisa says:

    Ciao!
    fantastico il tuo sapone e congratulazioni per tutto il sito, lo seguo da mesi e mi piace molto come scrivi… io sono Elisa, puoi leggere qualcosa di me sul mio blog licianaturale.blogspot.com, ho 2 figli e un terzo in arrivo, il secondo soffre di allergia ai conservanti e sto iniziando ad autoprodurre un sacco di cose per lui (e a questo punto anche per il resto della famiglia)… e volevo imparare a fare il sapone… ma non so perchè ho paura… mi chiedevo, visto che abitiamo vicine se per caso non potevi farmi un "mini-corso" pratico e aiutarmi a produrre il mio primo sapone fatto in casa…
    ancora congratulazioni!

    1. Manuki says:

      Ciao Elisa!
      Ho letto con piacere il tuo commento e siccome non trovo una mail a cui scriverti ti lascio qui l'invito a contattarmi via mail (la trovi sul blog) così ci possiamo mettere d'accordo per fare un mini corso di saponificazione e anche piccoli spignatti.
      Mi hai quasi letto nel pensiero visto che stavo proprio pensando ad un modo per avviare una cosa del genere per tutte le persone che me
      lo chiedono.
      Anche una mia amica ha una figlia che ha probelmi di allergie ai detergenti e con i saponi naturali si trova benissimo.

  9. FREYA KOSMETIK says:

    come è bello fare il sapone e guardare questo topic mi viene di nuovo voglia brava Manuki a presto!!!

  10. Gaia Madrignani says:

    Ciao bel blog ma…..se definisci sapone naturale e usi la soda caustica….non è naturale 100% ma semi chimico quello 100% è ottenuto con la liscivia.

    1. Manuki says:

      Ciao Gaia. Veramente io non ho scritto sapone Naturale, il titolo del libro non l'ho scelto io!
      La soda caustica è sì un prodotto di sintesti, creato il laboratorio, ma da pochi componenti naturali che esistono in natura.
      L'idrossido di sodio si ottiene principalmente per elettrolisi delle salamoie (soluzioni di cloruro di sodio (sale)) insieme all'idrogeno ed al cloro gassosi.(wiki)
      Tutti gli elementi della tavola periodica sono presenti in natura quindi capisci bene che parlare di naturale è difficile.
      Tra l'altro la lisciva ottenuta dalla cenere (immagino ti riferisca a quella parlando di naturale) non è altro una soluzione alcalina contenente di solito idrossido di sodio, comunemente chiamato soda caustica, oppure idrossido di potassio ma in proporzioni che non ci è dato di sapere a priori. Questo significa che non è facile realizzare un sapone perchè non si possono sapere i coefficienti di saponificazione da applicare e si rischia di ottenere un sapone troppo caustico e di fare danni alla pelle o un sapone troppo molle che irrancidisce dopo poco tempo.

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