Cosmesi Naturale e Biologica: Certificazione e Regolamentazione

Ho deciso di scrivere questo post perchè c’è un pochino di confusione a proposito della “definizione” di prodotto Eco-Bio e Naturale… La prima ad aver fatto confusione sono stata proprio io quando ho definito i prodotti della Benecos “Eco-Bio” quando in realtà non credo che lo siano perchè le percentuali di prodotti da agricoltura biologica sono spesso basse.

Ho trovato vari articoli su Internet ed ho decio di condensare alcuni concetti qui. Su tutti mi hanno aiutato un articolo sul blog L’Aromaterapia, che mi sembra sintetico ed esplicativo, che a sua volta è tratto da altre fonti ** e la pagina dedicata alla Cosmesi su Skineco che entra nel dettaglio dei cambiamenti in atto.

Innanzitutto dobbiamo specificare che in Italia manca una legislazione apposita che definisca quali caratteristiche debba avere un prodotto naturale o uno Eco-Bio. La speranza sarebbe qualla di arrivare a un marchio o perlomeno uno standard Europeo, ma sebbene ne siano state poste alcune basi, ne siamo ancora lontano.
In Inghilterra, in Germania e in Francia esistono già regole specifiche, la legge italiana sui cosmetici è invece generale e non entra nel merito dei prodotti bio. Anche il settore erboristico attende una legge che dovrebbe regolamentarlo in discussione da anni.

Da tempo si sente parlare di cosmesi naturale. Per quanto questa dicitura possa sembrare semplice e facilmente comprensibile, in realtà non è così. Esistono una serie di differenze, spesso impercettibili per il consumatore medio, che vanno precisate. Tendenzialmente si pensa che un cosmetico venduto in erboristeria o negozi affini sia automaticamente “naturale”, in quanto proposto in un settore che dovrebbe garantire una certa genuinità e naturalità del prodotto. E’ bene dire che il concetto di “naturale” ha poco a che fare con la cosmesi, anche quella più vicina alle materie prime biodisponibili.
Ad esempio un estratto vegetale è un prodotto ottenuto mediante una lavorazione che, per quanto possa non avere nulla a che fare con sostanze sintetiche, è pur sempre un composto non presente spontaneamente in natura.

Il “cosmetico naturale” è dunque frutto di quella nuova esigenza di ritrovare, nei prodotti in commercio, una certa genuinità e affidabilità, elementi che riportano agli antichi albori dei frutti semplici di madre terra. Al giorno d’ oggi esistono varie classificazioni di questa categoria di prodotti; semplici diversificazioni che, pur avendo una loro fondatezza, non hanno un riscontro istituzionale e spesso vengono attribuite anche a prodotti che nulla hanno a che fare con il “naturale”.

Questa è a grandi linee una panoramica di cosa possiamo trovare sul mercato:

Cosmetico con ingredienti naturali: può essere un cosmetico “tradizionale”, ovvero formulato con ingredienti sintetici usati per le più canoniche formulazioni. L’ unica differenza che hanno dai cosmetici “normali” è la presenza di uno o più estratti/derivati di origine vegetale-naturale. Alcuni prodotti naturali sono a mio parere migliori rispetto ad altri proprio per la minor quantità di prodotti di sintesi che sono utilizzati nella loro realizzazione. A questo proposito mi sentirei di dire che se non ho capito male potremmo inserire in questa categoria Liz Earl e Benecos, sebbene abbiano anche una quantità di prodotti da agricoltura Biologica all’interno.

Cosmetico biologico: cosmetico realizzato con una deteminata quota di ingredienti di origine vegetale provenienti da agricoltura biologica. Le aziende che producono tale tipologia cosmetica seguono degli standard produttivi e formulativi necessari per essere certificati da enti predisposti. La maggior parte di questi sono realizzati con ingredienti che hanno un basso impatto ambientale, ovvero sono altamente biodegradabili, evitando il più possibile i prodotti di sintesi.

Cosmetico eco-bio: cosmetico realizzato interamente con ingredienti di origine vegetale o da altre derivazioni (anche sintetiche) il cui impatto ambientale risulta molto basso. Se il prodotto è certificato vengono presi in considerazione non solo i singoli ingredienti ma anche buona parte del ciclo di vita del prodotto, dalla provenienza delle materie prime, al packaging, alla produzione in loco, in modo che tutto il ciclo produttivo sia il più possibile eco-compatibile. In questo gruppo ricadono prodotti di marche come Fitocose e Remedia

Una delle principali difficoltà dei consumatori, se non la principale in assoluto, è stata sinora quella di districarsi tra le certificazioni relative alla cosmesi ecobio presenti sul mercato.

Diversi Enti Certificatori, in diverse nazioni, hanno ideato diversi standard dotandosi di diversi marchi.
La confusione del consumatore appare evidente se si leggono alcuni risultati dal sondaggio “Protagonisti del biologico in Italia”, del Consorzio del Biologico/CCPB:
il 43% dei partecipanti si è dichiarata informata sulle normative del biologico, ma solo l’1% ha poi dimostrato di averne una conoscenza approfondita, contro il 28% di conoscenza sufficiente e ben il 71% scarsa.
Trattandosi di un sondaggio incentrato sulle normative del biologico di tutti i generi, incluso soprattutto quello alimentare, si può ragionevolmente supporre che i livelli di consapevolezza riguardanti il settore cosmetico siano piuttosto scarsi.

Causa di questa disinformazione è sì la mancanza di legislazione, ma anche la frammentazione dei disciplinari delle vari enti di certificazione, che di conseguenza hanno lavorato lungamente per la presentazione di uno standard europeo che fosse definitivo.

I risultati di questo impegno si sono concretizzati in due grandi certificazioni europee: Cosmos e NaTrue. 

Cosmos
Cosmos, ovvero Cosmetics Organic Standard è entrato in vigore dal primo settembre 2009, appoggiato dagli enti certificatori Ecocert e Cosmebio (Francia), Bdih (Germania), Soil Association (Regno Unito), Bioforum (Belgio) e Icea (Italia).
Dal momento che gli organismi certificatori nazionali hanno standard ben diversi tra loro, uno dei principali problemi di Cosmos è stato arrivare a un disciplinare che fosse utilizzabile da ciascuno di essi.

Lo scopo finale, ed è questa la sostanziale innovazione, è quello di ottenere una cosmesi sostenibile su tutto il suo ciclo produttivo, che va dall’origine delle materie prime, al packaging, alla comunicazione e così via.

CATEGORIE DI INGREDIENTI
Il punto di partenza è stato suddividere gli ingredienti cosmetici in 5 grandi categorie:

  • Acqua: l’acqua contenuta nei cosmetici (potabile, di sorgente, marina, ottenuta per osmosi, distillata, o contenuta nelle materie prime) non viene considerata come biologica. Significa che non ha peso nel calcolo della percentuale di ingredienti di origine biologica sul prodotto finito.
  •  Minerali: come l’acqua, non vengono considerati biologici, poiché non sono fonte rinnovabile. Vi è una lista di minerali ammessi, puri, presenti in natura e trattati solo con metodi fisici.
  • PPAI (Physically Processed Agro-Ingredients): sono gli ingredienti ottenuti da processi fisici. Non sono accettati trattamenti come l’irradiazione, né materiali ottenuti dalla soppressione o mutilazione di animali. I solventi ammessi per l’estrazione di alcuni principi vegetali sono acqua o quelli di derivazione vegetale e CO2. I PPAI entrano nel calcolo della percentuale di biologico sul prodotto finito.
  • CPAI (Chemically Processed Agro-Ingredients): sono gli ingredienti derivati da processi chimici e non fisici. Poiché è molto raro trovarne di biologici, si è prevista una soglia del 30% a partire dal 2012. Nel frattempo l’obiettivo di Cosmos è di incentivare la cosiddetta “chimica verde” o “green chemistry”, attraverso l’uso di risorse rinnovabili, il divieto categorico di solventi di origine petrolchimica nella lavorazione di materiali biologici, e la loro limitazione nella produzione di CPAI, sino a vietarli del tutto nel 2012.
  • Altri ingredienti

Considerando il panorama della cosmesi attuale, Cosmos prevede un periodo di transizione durante il quale potranno essere fatte modifiche al disciplinare.

Seguendo il principio di precauzione secondo cui nel caso di evidenze scientifiche di pericolosità di un ingrediente, lo stesso viene vietato, Cosmos non permette l’uso di nanoparticelle, di ingredienti vegetali OGM, di irradiazioni.
Riguardo agli animali, Cosmos segue la normativa vigente secondo la quale sono vietati i test sui prodotti finiti, mentre sono permessi quelli sui singoli ingredienti qualora la legge lo richieda.

TIPI DI CERTIFICAZIONE
Basandosi quindi su queste regole e attraverso formule matematiche per calcolare la percentuale di materiale vegetale biologico contenuta nei singoli estratti oltre che nel prodotto finito, Cosmos arriva a distinguere due tipi di cosmetico certificabili:

  • Cosmetico Biologico: “COSMOS-ORGANIC”
    Deve contenere almeno il 95% di PPAI biologici.Entro 36 mesi dall’entrata in vigore dello Standard, almeno il 30% dei PPAI restanti dovrà essere biologico, se disponibile.Al termine del periodo di transizione di 36 mesi, almeno il 30% dei CPAI, secondo il sistema di calcolo previsto dallo standard, dovrà essere commutato in biologico.

    Sul totale del prodotto finito, almeno il 20% di ingredienti deve essere biologico, ad eccezione dei prodotti da risciacquo come bagnoschiuma, shampoo etc per i quali basta il 10%.
    Riassumendo, fino al 2012 il cosmetico certificato come Cosmos Cosmetico Biologico avrà una percentuale di ingredienti bio del 20%. Di questi, quelli vegetali processati fisicamente, saranno bio al 95%. Ricordiamo che l’acqua non è inclusa nel calcolo di queste percentuali.

  • Cosmetico Naturale: “COSMOS-NATURAL”
    Non è richiesta una percentuale determinata di ingredienti biologici. Riguardo invece agli ingredienti ammessi, si rimanda ai singoli organismi certificatori nazionali.

NaTrue 
Alcuni organismi certificatori nazionali, tra i quali CCPB (Italia), Bio.Inspecta (Svizzera), EcoControl (Germania), hanno dato vita e aderito a un altro disciplinare chiamato NaTrue.

Lo scopo dichiarato da NaTrue è di offrire un marchio che indirizzi e tuteli il consumatore che vuole scegliere prodotti realmente naturali.

CATEGORIE DI INGREDIENTI
NaTrue sembra essere più restrittivo di Cosmos, sin dalla suddivisione degli ingredienti, che raggruppa in 3 tipologie:

  • Sostanze naturali
    Sono quelle che si trovano in natura e non sono sottoposte a trattamenti chimici.
  • Sostanze natural-identiche
    Sono sostanze naturali manipolate con semplici metodi di trasformazione, che sono stabiliti nel dettaglio.
  • Sostanze natural-simili
    Sono sostanze che provengono da sostanze che si trovano in natura, ma che vengono modificate con trattamenti chimici. Esse includono pigmenti minerali e conservanti e sono ammesse solamente nel caso non siano disponibili sostanze naturali qualitativamente e quantitativamente sufficienti. Qualora si impieghino conservanti trasformati, dev’essere chiaramente indicato in etichetta.

Per quanto riguarda l’acqua, non è considerata nel calcolo della percentuale di ingredienti biologici. Tutte le sostanze che non rientrano nelle 3 categorie non sono ammesse.

TIPI DI CERTIFICAZIONE
NaTrue prevede 3 tipologie di cosmetico certificabile, che corrispondono a 3 livelli di naturalità del prodotto finito.

  • NaTrue una stella: Cosmetici Naturali
    È lo standard base della certificazione. Per ottenerlo si devono rispettare l’elenco di ingredienti ammessi e dei metodi per la loro lavorazione, nonché i limiti del contenuto minimo di sostanze naturali e del contenuto massimo di sostanze natural-simili.
    Ogni tipologia di prodotto ha criteri differenti (ad esempio quelli applicabili al sapone sono diversi da quelli applicabili a una crema) per via della loro diversa funzione d’uso.
    Un cosmetico che abbia soddisfatto questi criteri fondamentali, potrà aspirare ad ottenere il marchio con due o tre stelle, in base alla percentuale di contenuto da agricoltura biologica.
  • NaTrue due stelle: Cosmetici Naturali con complementi biologici
    Oltre allo standard base precedente, Natrue con due stelle richiede livelli minimi più alti di sostanze naturali non trasformate, delle quali il 70% deve provenire da agricoltura biologica o raccolta spontanea certificata.
    Non tutte le tipologie cosmetiche possono, per motivi tecnico-scientifici, raggiungere ad oggi questo standard.
  • NaTrue tre stelle: Cosmetici Biologici
    Oltre allo standard due stelle, i cosmetici biologici devono contenere percentuali minime ancora più elevate di ingredienti naturali non trasformati, delle quali il 95% dev’essere biologico.

Data la restrittività di quest’ultima certificazione, essa è ottenibile solamente da alcune tipologie di cosmetici.

Punti in comune e differenze 
Sia Cosmos sia NaTrue sono giunti a distinguere il cosmetico biologico da quello naturale.
Entrambi riconoscono che non sia possibile ideare formulazioni di cosmetico biologico per tutti i tipi di prodotto, ma è possibile assegnare un valore di “naturalità” ad una formula, per garantirne comunque un minore impatto sull’ambiente e sulla salute.
Le due certificazioni inoltre non includono l’acqua nel calcolo della percentuale di biologico contenuta nel cosmetico. Questo è molto positivo, dato che la maggior parte dei cosmetici contiene grandi percentuali d’acqua.

I criteri di NaTrue sono molto più restrittivi di quelli di Cosmos, tuttavia non prestano molta attenzione all’intero ciclo di vita del prodotto, sforzo che invece è compiuto da quest’ultimo.

Inoltre, i 3 diversi marchi NaTrue fissano indicazioni precise,
Cosmos-Natural rimanda ai singoli organismi certificatori nazionali la verifica e l’assegnazione del marchio.

Conclusioni e problematicità
Quando i due standard europei si saranno affermati, il consumatore si troverà davanti una serie di marchi diversi, che elenchiamo:

  • Cosmos-organic, affiancato dal logo dell’organismo certificatore nazionale che ha verificato ed assegnato la certificazione 
  • Cosmos-natural, affiancato dal logo dell’organismo certificatore nazionale che ha verificato ed assegnato la certificazione, secondo i propri standard relativamente a materie prime ammesse e non 
  • NaTrue una stella 
  • NaTrue due stelle 
  • NaTrue tre stelle 

È difficile quindi affermare con certezza che l’obiettivo iniziale di uniformare le singole certificazioni per ridurre la complessità ed offrire una maggior trasparenza e “leggibilità” di acquisto sia stato raggiunto.

Si auspica quindi che l’informazione su questi argomenti si diffonda e che in futuro venga considerato anche un aspetto che sinora è rimasto in secondo piano, ovvero l’efficacia finale del prodotto e il suo impatto oltre che ambientale anche dermatologico.

Link utili:

Il risultato di questa mia ricerca è questo articolo lunghissimo che posso solo sperare abbia fatto un po’ di chiarezza su presente e futuro della Cosmesi tradizionale, Naturale ed EcoBio.
Al momento è tutto un po’ fumoso ma quello che possiamo fare, se ho ben inteso è fare attenzione alle parole che utilizziamo.

Spero che presto potremo avere un po’ più di chiarezza visto che comunque i consumatori si stanno orientando sempre di più verso questo mercato e che le case cosmetiche (anche quelle più insospettabili) hanno colto questa “necessità” del mercato.
Mi scuso se avessi dimenticato qualcosa o avessi scritto delle inesattezze ma l’argomento è molto vasto e ho fatto fatica a fare il punto della situazione. Si accettano suggerimenti e critiche.

Una cosa che mi sento di aggiungere qui è che in generale NON possiamo chiamare quello che facciamo in casa Eco-Bio con leggerezza. Non se non abbiamo una buona conoscenza della provenienza delle materie prime. Lo spignatto quindi non è naturale o Eco-bio a prescindere: E’ semplicemente fatto in casa, se non vi è una ricerca di maetrie prime particolari dietro.

Alla prossima!

 

**Fonti: COSMOS standard, 20 Maggio, 2009 Aggiornamento sui sistemi di certificazione, in "L' Erborista", settembre, 2009, pp-46-50 Un nuovo standard per shampoo e sapone, in "Terra Nuova", settembre 2009, pp.28-34

11 thoughts on “Cosmesi Naturale e Biologica: Certificazione e Regolamentazione”

  1. Misato-san says:

    post utilissimo 😀

  2. elisa says:

    veramente utile! Grazie!

  3. Manuki says:

    Grazie ragazze! Mi fa piacere che qualcuno abbia avuto pazienza di leggerlo e commentarlo! =)

  4. olly says:

    Ho cominciato a lavorare da poco con i cosmetici tipo bio/organico/naturale e non è per niente facile a capire/memorizzare certe differenze. Grazie mille per il post!

  5. CompagneDiMerende says:

    guarda…anche io faccio molta confusione per quante riguarda i prodotti bio,eco-bio,le certificazioni etc…grazie del post!!!veramente utilissimo!!!!!

  6. Bubi says:

    molto utile… facciamo confusione anche perchè spesso molte aziende scrivono "naturale" o "biologico" anche se ci frullano una fogliolina di erbetta vagamente biologica!
    Da tenere presente 🙂 sempre utili e precisi i tuoi post

  7. Manuki says:

    Grazie ragazze! Mi fa piacere che sia stato utile!

  8. Susi Elfa says:

    grandiosa! non ne posso più di sentire affibbiare la parola ecobio a qualsiasi prodotto contenga componenti vegetali, così a buffo! il tuo post ci voleva proprio 🙂

  9. Cami82 says:

    Ciao Manuela, volevo ringraziarti per il bellissimo articolo. Volevo dirti per correttezza che l'ho usato come spunto per un mio video che qui ti lascio (http://youtu.be/5oU5emZoaBU). Grazie ancora ^_^

    1. Manuki says:

      Hai fatto bene! Appena ho un attimo vado a vederlo!

  10. Scremata says:

    un post davvero utile…da scolpire nella pietra:)

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