Storie da Vivere, storie di gente dell’Alto Adige per raccontare il territorio.

Come già sapere se leggete questo blog da un po’, una delle nostre mete preferite per i viaggi è l’Alto Adige / Sudtirol e grazie agli eventi di Casa Alto Adige qui a Milano riesco a rimanere in contatto con questa magnifica terra anche se vivo in città e ogni tanto mi faccio portavoce delle loro iniziative perchè sempre incentrate sul benessere e la naturalità.

Oggi vi parlo di  Storie da Vivere, il nuovo sito di Alto Adige/Südtirol.
Oggi non basta più far vedere e parlare di splendide montagne,  ottima cucina, alberghi ultramoderni e sciatori felici.Anche le località turistiche devono raccontare storie di vita vissuta, se vogliono essere attrattive. E chi, meglio dell’Alto Adige, ha così tante cose interessanti da raccontare?



www.storiedavivere.it è uno spazio per esplorare e aprirsi a nuove esperienze, per conoscere ed emozionarsi. Un luogo virtuale in cui le storie di oggi si mescolano con le idee del futuro reale.

www.storiedavivere.it  racconta le storie di donne e uomini dell’Alto Adige: non un “impersonale” Alto Adige, ma persone in carne e ossa che, di fatto, diventano parte integrante del territorio. L’obiettivo è di dare vita al marchio “Alto Adige/Südtirol”, perché possa risultare più intenso, vivo e credibile. La sfida è riuscire a toccare le corde emotive delle persone, un risultato possibile solamente raccontando storie vicine alla vita e ai valori di chi ascolta.

www.storiedavivere.it  nasce da un concetto trasversale di storytelling, perché sono le storie – quelle autentiche – a veicolare i valori del territorio.

www.storiedavivere.it  è un mondo di emozioni racchiuso in una pagina web, che si snoda attraverso filmati e foto di grande impatto, interviste e brevi ritratti, reportage e commenti, elaborazione grafiche e link ai social media. Ampio spazio anche per le “estensioni”: l’utente viene accolto all’interno del sito con offerte, idee e suggerimenti per “vivere le storie”, per acquisirle o metterle in atto in prima persona, diventando protagonista, non più semplice utente o ospite. Per conservare i temi preferiti l’utente/protagonista ha a disposizione una sua area personalizzata, dove potrà anche acquistare prodotti.

Il sito inizialmente per ora viene lanciato nei mercati più consolidati, ovvero Italia, Germania, Svizzera e Austria; in lingua italiana e tedesca, ma dall’estate 2014 sarà tradotto anche in inglese.

I principali temi trattati nel 2014 saranno “Tradition reloaded”, “Voglia di innovare”, “Senza confini” e “Scelte di vita”.

Tradition reloaded è il primo tema e già sono online le seguenti storie:

Harald Gasser: un lavoro di mani
Harald Gassernon voleva diventare contadino. Aveva deciso di fare l’assistente sociale. Una delle sue grandi passioni è viaggiare, soprattutto in Asia. Durante uno dei suoi viaggi in Nepal ha conosciuto ed ha stretto amicizia con contadini locali. Ad affascinarlo è stata la loro serenità e il loro modo quasi meditativo di lavorare i pur poveri campi. Un fascino al quale non poté resistere e che lo ha portato a scoprire anche per se la vita nei campi.
Oggi ha trovato il sorriso e una grande soddisfazione quando lavora nei campi, dove cresce e coltiva le sue verdure. Si fa mandare o portare nuove sementi da  tutto il mondo, prova e sperimentala loro coltivazione talvolta anche per anni, finché raggiungono il gusto giusto. I migliori chefstellati, i migliori ristoranti
dell’Alto Adige si riforniscono da lui Harald Gasser è un contadino inconsueto, sempre alla ricerca dell’antico e alla scoperta del nuovo da sperimentare in prima persona fino a raggiungere il risultato immaginato. Un idealista che con passione infinita e con duro lavoro è riuscito a conservare antiche varietà di verdure e a trasformarle in gustose materie prime di altissima qualità.

Sofia Carlone: vibrazioni sonore
Sofia Carlone (nella foto in alto) ha 16 anni, vive a Merano e frequenta il liceo. Accanto allo studio, suona il sassofonoin diversi gruppi musicali molto diversi tra loro: nella band scolastica sperimentale “CAOTIX”, in un gruppo jazze nella banda musicale di Maia Bassa. Sofia ama questo mix di stili di musica così diversi tra loro, espressione di due mondi diversi, che però grazie alla musica diventano un tutt’uno.
Se nel moderno gruppo jazz Sofia può sperimentare e improvvisare, presentandosi come “front-woman”, la musica cambia completamente quando Sofia suona nella banda musicale di Maia Bassa. Quisi tratta di suonare in un gruppo più grande, di seguire il ritmo delle musiche tradizionali. Sofia Carlone è l’esempio di come una ragazza dell’era digitale riesce a vivere e gestire armonicamente la modernità e la tradizione, di provare cose nuove e di mantenere viva la tradizione.

Manni Nossing: spirito di squadra
Manni Nössingbè un individualista, che ama discutere dei suoi vini e del suo metodo di coltivazione, ma che tuttavia segue le sue idee e la sua strada. E’ individualista quando rompe con antiche tradizioni pur conservandone alcune, sempre con l’obiettivo di raggiungere il massimo con i suoi vini. I suoi cinque bianchi Silvaner, Kerner, Veltliner, Gewürztraminer e Müller Thurgau hanno vinto tanti riconoscimenti. Ad aiutarlo sono due enologici siciliani che lo affiancano per sviluppare vini di grande prestigio.
Per Nössing è importante che i vini piacciano e vengano bevuti! Per questo spesso compie lunghi viaggi in tutto il mondo per conoscere nuove zone e nuovi metodi di coltivazione. Il suo motto: “in Alto Adige abbiamo bisogno di nuovi impulsi”.
Manni Nössing è parte integrante dell’antica cultura enologica, ma si è unito ad un gruppo di vignaioli, tutti idealisti come lui e tutti attenti alla regionalità dei loro prodotti per essere più competitivi anche oltre i confini dell’Alto Adige.
L’intento è quello di sopravvivere nell’individualità contro un mondo sempre più rivolto all’uniformità.

Durante la serata di presentazione a Casa Alto Adige abbiamo avuto modo di assaggiare dei manicaretti creati da Herbert Hintner del ristorante Zur Rose con le meravigliose e particolari verdure dHarald Gasser.
Verdure dal sapore perduto, carote bianche, viola e gialle…. Sì perchè le carote arancioni sono un’invenzione piuttosto recente ma le carote antiche avevano questi colori ed anche sapori diversi!
Un viaggio in sapori dimenticati e colture coraggiose che hanno il potere di trasmettere l’amore che c’è alle loro spalle cucinate con grande maestria da uno Chef che non ha affatto nascosto l’ammirazione e il sostegno per il lavoro di Harald e che ha scelto le sue verdure nonostante esistano fornitori più economici e facili da raggiungere.
Storie da Vivere è anche solidarietà tra persone, stima e supporto dei progetti coraggiosi.




L’Alto Adige non smette quindi di stupirci dandoci nuove motivazioni per sceglierla come meta delle nostre vacanze… come se non ce ne fossero già abbastanza!

Alla prossima e Buon Week-End!

One thought on “Storie da Vivere, storie di gente dell’Alto Adige per raccontare il territorio.”

  1. Dony Cipriadiluna says:

    Dovrei andarci in vacanza appena posso, tutti ne parlano benissimo (vacanze??? Questa parola mi è sconosciuta da anni…) Un bacione

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