I diari della Ranocchia – Primo trimestre: alla ricerca dell’equilibrio

Oggi ritorno con un post lunghisimo… Il mese è volato tra i pochi pisolini e le mie malattie mi riprendo solo ora e come al solito mi scuso per l’assenza!

Ecco il punto dove I diari della Pancia si trasformano ne I Diari della Ranocchia…. Dopo nove mesi nella pancia della mamma un neonato è ancora totalmente dipendente dalla madre almeno per i successivi nove mesi, fino a quando cioè non è in grado di muoversi nello spazio e mangiare da solo. Ecco perchè si parla di Endogestazione (gestazione nella pancia) ed Esogestazione (gestazione fuori dalla pancia)
Nel primo mese e mezzo di vita la nostra Ranocchietta è stata molto impegnativa… non che ora non lo sia, ma allora ci dovevamo conoscere e lei piangeva sempre…. sempre… sempre….
Il lato positivo è che piangeva sempre per attaccarsi al seno, quindi era facile risolvere… almeno in teoria…
Un’altra nota molto positiva è che ha sempre riconosciuto il giorno e la notte e già dal primo giorno in ospedale dormiva 4-5 ore per poi chiedere la poppata e dormire ancora. Questo mi ha permesso di recuperare bene dalle fatiche!
Ma andiamo per gradi, come al solito… Eravamo rimasti al giorno del parto….

Ho deciso di non raccontare il parto in dettaglio perchè è stata per me un’esperienza un po’ traumatica, L’induzione non è piacevole ed ha innescato una serie di cose che non avrei voluto fare… dall’epidurale all’episiotomia tutto perchè dopo 6 ore di contrazioni indotte non avevo più forze….
Ma Ginevra è nata, bella sana e in carne (3,370kg) e quando me l’hanno appoggiata addosso ancora tutta sporca, allora sì mi sono sentita Mamma per la prima volta.
Siamo stati lì tutti e tre per due ore e mezza a fare quel famoso “contatto pelle a pelle tanto raccomandato da ostetriche e neonatologi…. e lei come un piccolo animaletto si è diretta proprio lì al seno per cominciare ad alimentarsi… o almeno a provarci!
Gli istinti naturali sono davvero una cosa misteriosa e meravigliosa!

Come già ho raccontato purtroppo Ginevra era colonizzata da uno streptococco che, probabilmente, ha preso proprio all’ospedale perchè il mio tampone era negativo, e quindi le hanno somministrato una dose di antibiotici endovena per 4gg.
Quando ci hanno dimesso avevo tanta fretta di uscire che me ne stavo andando senza scarpe!
Se da un lato sono stata contenta di tornare a casa con Ranocchietta e Papà dall’altro stavo lasciando un posto dove per chiedere un consiglio bastava uscire dalla stanza o chiamare addiritura stando comodamente a letto. Devo dire che di consigli e di supporto le Ostetriche del San Raffaele ne hanno elargiti a profusione e in particolare una di loro, con cui siamo rimaste in contatto anche dopo le dimissioni, è stata come un dolcissimo angelo custode! Grazie mille, Barbara!

Siamo usciti dall’ospedale con le idee chiare. Avevamo letto libri, forum, siti. Volevamo procedere con allattamento a richiesta, cosleeping, baby wearing (portare con la fascia) ed evitare il ciuccio per i primi tempi per avviare bene l’allattamento.

Ho optato per allattamento esclusivo al seno a richiesta dato che è molto consigliato per il benessere sia del bambino che della mamma ed è anche, obiettivamente, la pratica più semplice… o almeno a mio avviso più comoda che preparare biberon nel cuore della notte, sterilizzare tutto quanto e così via…

La montata lattea, anche se non eclatante è arrivata già all’ospedale ma Ginevra doveva tarare il latte sul suo fabbisogno e quindi voleva attaccarsi molto spesso.
Il meccanismo del latte materno funziona in maniera molto semplice e naturale: il bimbo chiede e il latte viene prodotto dal corpo della mamma, proprio come la legge della domanda e dell’offerta.
Per questo il vecchio metodo di “allattamento a tempo determinato” ogni tre ore non funzionava con tutti i bambini e le mamme pensavano a un certo punto di non avere più latte, perchè non tutti i bambini hanno la forza e la velocità di mangiare in 10 min e chiedere al corpo della mamma di produrre il latte sufficiente.
Infatti Ginevra si sparava poppate di 20-40min ogni ora e mezza come niente…
… e oltre a questo chiedeva la mia costante presenza almeno durante il giorno. Appena la posavo da qualche parte (addormentata o no) piangeva e dormiva quasi sempre su di me o accanto a me a fine poppata…

Immaginatevi questa scena: Il primo giorno a casa da sola. Lei piangeva, io la tenevo in braccio la cullavo e cercavo di interpretare il suo pianto leggendo contemporaneamente 3 libri diversi… sembrava una scena di un film comico!
Quei libri li ho chiusi per non riaprirli più… non che non siano stati utili, li avevo letti tutti, ma in quel momento non servivano… l’unica cosa di cui Ginevra aveva bisogno ero io… o meglio la tetta!
Dire che mi sentivo una mucca da latte è un’eufemismo!

Ho fatto fatica ad allattarla per il primo mese per via delle ragadi e per i successivi due per via di un’infiammazione ai tubercoli di Montgomery…. ma tenevo duro sia per lei che per la semplicità della cosa.
C’è da dire che lei cresceva benissimo quindi dopo un mese e mezzo ho cercato, sotto consiglio dell’ostetrica del consultorio, di non farmi usare come ciuccio in modo da far guarire l’infiammazione e abbiamo cominciato ad usare il ciuccio nei momenti più critici (in auto, per addormentarla se non si addormentava dopo la poppata… ecc…).
A questo punto è diventata molto più regolare… poppava ogni due ore e dormiva beata di notte, svegliandosi raramente per ciucciare…
Introducendo il ciuccio il meccanismo dell’allattamento a richiesta viene un po’ spezzato…. ma alla fine l’importante è l’equilibrio delle cose, la sanità mentale della mamma e la crescita del bimbo e su queste cose ogni mamma fa la sua scelta cercando di fare il meglio che può!

Io non ho amato molto allattare come avrete capito, ma ora che non soffro più perlomeno non è una pratica dolorosa e trovo che in alcuni momenti sia anche divertente perchè dai 3-4 mesi cominciano a interagire, mettendoti le mani in faccia, sorridendoti, esplorandosi le manine o giocando con i bottoni della maglia…

La fascia e i massaggi ci hanno aiutato tantissimo a trovare il nostro equilibrio… e al terzo mese anche il mio seno è andato a posto…. a questo punto le cose andavano sempre meglio…. abbiamo trovato il nostro linguaggio, finalmente comunicavamo in maniera fluida… e devo dire che ci capiamo ormai al 95%!
C’è sempre quella volta che piange per un motivo sconosciuto, ma se non si trova una soluzione quasi sempre si risolve con la tetta! Il seno è consolazione e non solo cibo quindi è un modo per calmarla se nient’altro funziona.
Solo alla fine di questo processo, durato per me circa due mesi, ho cominciato davvero a sentirmi a mio agio con lei…
Certo ci sono e ci saranno giorni in cui mi fa diventare matta (soprattutto quando non vuole saperne di riposare di giorno!) ma ora la guardo orgogliosa mentre fa tutte le sue scoperte, dai giochi ai suoni ai sapori.

Portarla in giro con la fascia è stata una delle cose che ho preferito. Le piaceva tantissimo e ha fatto delle dormite di 3-4 ore anche di giorno.

Peccato che a 4 mesi pesava già 7 kg e la mia schiena non ce la faceva più a reggerla. A questo punto è subentrato un marsupio ergonomico (Minimonkey Dynamic e poi Buzzidil XL) che ha alleviato un po’ di pressione. Magari vi parlerò più avanti di questi prodotti facendone delle recensioni.

Il massaggio AIMI lo consiglio a tutte le neomamme. Aiutano la comunicazione non verbale e rilassano mamma e bimbo, oltre ad aiutare con il male al pancino e a fare in modo che il bimbo prenda consapevolezza del proprio corpo

Il sonno di giorno non è mai stato semplice né scandito da orari, non ha mai dormito moltissimo e quasi sempre sopra di me… almeno fino a che non ha cominciato a pesare un po’ troppo o fino all’arrivo del ciuccio.
E io dovevo  approfittare per dormire con lei soprattutto i primi tempi al pomeriggio. Mi stendevo sul divano, le facevo una sponda di sicurezza e lei poppava mentre io guardavo un film e poi mi addormentavo.
Me ne sono sentita dire di tutti i colori… che dovevo metterla a dormire nella culla, che poi non si sarebbe staccata più da me… Ma io avevo bisogno di riposare e l’istinto di sopravvivenza ha zittito tutti e tutto… Dovevo ascoltare il mio istinto e fare quello che ritenevo meglio per me e per lei!
Per un paio di mesi Ginevra faceva i pisolini su di me, nella fascia e sul divano…
fatto sta che a Natale quando siamo stati a Roma lei ha dormito ovunque io la mettessi, in albergo, sul letto dello zio, sul letto dei nonni, sul letto della bisnonna…. ovunque!
… e forse me la racconto, ma credo sia un po’ anche perchè l’ho abituata così….

Stesse reazioni a suscitato in tutte le mamme della vecchia guardia la pratica dell’allattamento a richiesta, soprattutto durante gli scatti di crescita… attaccarla così tanto l’avrebbe fatta diventare troppo dipendente da me secondo i più e non sarei mai riuscita a darle una regola… Anche su questo mi sento di dire che Ginevra ha fatto tutto da sola e la regola se l’è data lei stessa una volta raggiunta la giusta disponibilità di latte. Non è facile da neomamma ignorare tutti i consigli (sopratutto quelli meno desiderati e non richiesti) e andare avanti per la propria strada ma è quello che mi sento di consigliare a tutte!

Il cospleeping notturno invece per noi non è stato fattibile… Avevamo preso la Culla Next2Me Chicco ma per i primi tempi era troppo grande e Ginevra preferiva la Navicella del Passeggino, noi abbiamo scelto Jané Epic + Matrix Light 2.
Si addormentava verso mezzanotte di un sonno più profondo di quello che aveva di giorno e potevo metterla senza grandi problemi nella Navicella dove dormiva 4-5 ore. Poi si svegliava per poppare e a quel punto la trasferivo nel letto accanto a me dove poppava e poi si riaddormentava… e dove mi riaddormentavo anche io quindi non la rimettevo nella navicella… Stavamo li vicine come in ospedale…. Io dormivo un po scomoda e lei dormiva sul lato.
L’ostetrica Barbara mi aveva detto che se ci fossi stata io accanto non c’era pericolo a farla dormire sul lato perchè c’era in mio odore e il mio feedback.
Siamo riusciti a trasferirla nella culla con un riduttore ma la prima e unica notte che ha dormito nella culla accanto a me lei continuava a muoversi e cambiare respiro contrariamente a quando era 50cm più vicina a me ed io non ho dormito nulla.
Così il giorno dopo la culla è stata richiusa e spostata ai piedi del letto…. Fine del cosleeping.
Quando si svegliava per poppare veniva a letto con noi e rimaneva lì fino al mattino dormendo anche più di noi.
Piano piano i tempi della nanna si sono allungati e a inizio Febbraio a 4 mesi compiuti Ginevra è stata spostata nella sua stanzina.

Il mio problema vero è che io la sento…. sento i suoi mugugni, i suoi urletti e piantini…. lei poi si riaddormenta beata e io invece ci metto un po’ prima di calmarmi e riaddormentarmi… Sì perchè mi sveglio come se dovessi salvarla da un incendio, con l’adrenalina a mille!

Va be’… passerà anche il superudito….. hmmm… il superolfatto in realtà ce l’ho ancora e la cosa non depone a favore della sparizione dei superpoteri!

Ok, mi sembra di aver raccontato anche troppe cose…
Ovvio che è difficile condensare tre mesi di avvenimenti in poco tempo ma spero come al solito di non avervi annoiato.
Ho cercato di mettere i link a tutti i termini strani che ho usato in modo da rendere fluido il racconto ma da chiarire qualora parola non fosse proprio immediata.

La conclusione di tutto, mi sento di dire in tutta tranquillità, è che per quanti programmi potessimo aver fatto durante la gravidanza alla fine abbiamo navigato a vista…
Dapprima non è stato facile perchè la nebbia era fitta ma quando si lascia che l’istinto prenda il sopravvento succedono cose meravigliose!

Ultima cosina…. Il Baby Blues mi ha colpita davvero… si è un turbinio di emozioni che non sono facili da gestire. Mi è servito molto il gruppo “Latte e Chiacchiere”, dove le neomamme accompagnate dai loro bimbi, vanno a parlare di sé stesse e a far interagire i bimbi, appena possono. Questo servizio è un servizio gratuito dei Consultori famigliari di Milano con persone eccezionali che aiutano e supportano le mamme in un momento così fragile della loro vita. Ovviamente il gruppo di mamme diventa compatto e si rimane in contatto 24/7 via whatsApp. Impagabile!

Un abbraccio e un grazie a tutti quelli che sono arrivati in fondo!
Alla prossima!

 

7 thoughts on “I diari della Ranocchia – Primo trimestre: alla ricerca dell’equilibrio”

  1. Ery says:

    Mamma mia Manu, tu ti sei preparata tanto, io ho affrontato tutto un po' come veniva!

  2. MikiInThePinkLand says:

    Adoro questa serie di post, li trovo deliziosi e molto utili.

  3. Thinking out loud says:

    Hai un blog delizioso, ti seguo molto volentieri! Buona serata un saluto
    http://2thinkingoutloud3.blogspot.it/

  4. Ali Ce says:

    deve essere molto bello avere un gruppo di supporto (o di sopporto). Chissà se c'è questo Baby Blues anche a Bologna…

  5. Vanessa says:

    Bellissima, intanto complimenti per quanto siete belle tu e Ginevra ma anche per l'impegno e l'attenzione con cui ti documenti e ti muovi! Non conosco molte tipe intelligenti e in gamba come te però quasi tutte parlano dell'imprevedibilità dei neonati…inutile dirlo, hanno una bella fetta di decisionalità :)))

  6. Hermione Dl says:

    Sei stata brava a prepararti in tutto. Resta il fatto che dipende da com'è il bimbo/a e agire di conseguenza…comunque il sesto senso di mamma è il migliore!!!!
    Mi dici come ti sei trovata con il marsupio mini monkey dynamic, perchè lo volevo prendere in un sito, ma non l'ho mai visto e non sono sicura.

    Ciao e grazie Elisa

    1. Manuki says:

      Guarda io punterei dritta al Buzzidil perché non mi è piaciuta la posizione troppo bassa che assume il bimbo.

I vostri commenti...