Erbe indiane: quali scegliere e come usarle

Facendo qualche ricerca su come utilizzare l’henné per coprire i primi capelli bianchi correttamente mi sono imbattuta in un mondo nuovo che non conoscevo, quello delle erbe indiane per la cura dei capelli, oltre che della pelle.

Anni fa avevo provato con scarsi risultati la polvere shikikai, una delle prime porveri lavanti che si sono fatte strada nel mondo occidentale. In retrospettiva credo di non averla utilizzata nel modo corretto e quindi non ero affatto soddisfatta del risultato.
Vi avevo invece parlato dell’ottima maschera viso al Sandalo di Kahdi che ancora ricompro con piacere.

Studiando e cercando di capire come utilizzarle ho scoperto un nuovo mondo di possibilità per la cura dei capelli!
Nella tradizione indiana della medicina ayurvedica molte erbe officinali venivano utilizzate per curare le malattie, ma il loro utilizzo si estendeva anche nel campo della bellezza di corpo e capelli. Infatti la maggior parte sono anche chiamate erbe ayurvediche.

Erbe indiane e proprietà

Ognuna ha proprietà e caratteristiche specifiche; imparare a capire quali sono è fondamentale per scegliere quella più adatta ai propri scopi.

Vi riporto qui un elenco della maggior parte delle erbe indiane disponibili con le loro principali proprietà e nei prossimi post vi racconterò meglio come le uso sui miei capelli ricci, sottili e fragili per ravvivare, volumizzare e colorare.

 

Aritha (Reetha)

L’Aritha è la noce del sapone che da qualche anno troviamo nei negozi di prodotti biologici ed ecologici.
E’ in vendita completamente polverizzata, ottima per farne una pasta per il lavaggio dei capelli insieme a Ghassoul e Shikakai ed ovviamente anche altre Erbe aggiunte a piacere.
Questa noce è nota per le sue proprietà detergenti. E’ consigliata anche per il lavaggio della pelle, ne pulisce i pori e ne migliora la grana.
Si può utilizzare per il lavaggio della seta e di capi in lana delicati.

Acacia concinna (nome ayurvedico: Shikakai)

La pianta dello shikakai viene utilizzata soprattutto per le sue capacità pulenti e riequilibranti sia per la pelle che per i capelli.
Fare degli impacchi regolari con questa pianta aiuta a normalizzare la produzione di sebo e a purificare la pelle grassa in modo non aggressivo.
È indicato anche in caso di forfora o dermatite seborroica.
Viene spesso utilizzato in sinergia con la polvere di amla, per unire l’azione pulente a quella rivitalizzante della vitamina C.

Amla (nome ayurvedico: Amalaki)

La pianta da cui si estrae la polvere di amla è l’uva spina indiana. Le foglie polverizzate e i frutti da cui si ricava un olio benefico sono estremamente ricchi di vitamina C e antiossidanti.
Questa proprietà rende l’amla un ottimo rimedio per rivitalizzare e nutrire i capelli, soprattutto quelli sfibrati e rovinati.
Sulla pelle del viso ha un ottimo potere astringente e purificante, favorendo al tempo stesso anche il rinnovo delle cellule.

Amla

Amla

Brahmi

Il brahmi è un’erba perenne utilizzata dalla medicina ayurvedica come rimedio contro lo stress e per favorire la memoria e la concentrazione.
Nella cosmesi aiuta soprattutto a rinforzare le radici dei capelli e a prevenire problemi come la forfora. Aiuta anche a ritardare la comparsa dei capelli bianchi.
Viene spesso usato in sinergia con altre erbe, come neem, amla e shikakai.

Curcuma

La curcuma è una spezia dalle grandi proprietà benefiche per la salute, ma può essere utilizzata anche come colorante naturale per capelli e come rivitalizzante (è ricca di vitamina C).
Può essere anche lasciata macerare in olio e utilizzata sotto forma di oleolito.
Lenisce infiammazioni alla pelle ed è un ottimo prodotto anti-rughe.

Fieno greco (nome ayurvedico: Methi)

Questa pianta è usata nella medicina fin dall’antichità per le sue tante proprietà benefiche. I semi di fieno greco sono ricchi di vitamine, minerali e altri elementi come mucillagini e flavonoidi.
Nella cosmesi viene utilizzato soprattutto per la salute e la bellezza dei capelli, aiutando a rinforzarli e contrastando la caduta eccessiva.
Sulla pelle ha poteri riequilibranti ed è utilizzato soprattutto insieme al neem per normalizzare la produzione di sebo.

Kachur Sugandhi

Questa pianta è indicata per capelli fragili, fini e spenti a cui ridona forza, volume e brillantezza stimolandone la crescita e prevenendo l’ingrigimento. Inoltre nella tradizione indiana si utilizza per il trattamento della forfora. Utile in associazione con altre Erbe lavanti per la detersione del cuoio capelluto.Indicata per la detersione della pelle e per la preparazione di scrub e maschere purificanti e antietà. Ha attività antiossidante, contrasta l’invecchiamento cutaneo. Ha proprietà antimicotiche, antibatteriche e cicatrizzanti, libera i pori dalle impurità.
Le proprietà antinfiammatorie la rendono indicata per infiammazioni e irritazioni della pelle.

Henné

La pianta dell’henné (Lawsonia inermis) è la pianta tintoria per eccellenza e viene utilizzata come colorante naturale per capelli.
Regala un colore rosso caldo e può essere utilizzata da sola oppure in sinergia con altre erbe tintorie e condizionanti per ottenere tonalità più scure oppure più chiare. Alcune di queste erbe tintoree vengono a volte chiamati Henné in maniera fuoriviante. L’indigo per esempio viene chiamato Henné Nero mentre quello chiamato Henné Biondo è una miscela di piante.

Henné

Henné

Ibisco (nome ayurvedico: Jaswand)

L’ibisco è la pianta tradizionalmente usata per preparare il karkadè ed è ricco di acidi organici e altre sostanze benefiche e rigeneranti.
Nei trattamenti di bellezza ayurvedici è utilizzato come impacco rinforzante per i capelli, soprattutto nei casi di caduta eccessiva, e per mantenerli morbidi, lucidi e facili da pettinare.
Utilizzata da sola sui capelli lascia un leggerissimo riflesso violaceo molto poco percettibile, ma aggiunto ad altre piante come henné, indigo o robbia aggiunge delle sfumature che variano dal rosa al rosso, al castano ramato.

Neem

Le foglie polverizzare dell’albero della Azadirachta indica hanno potenti proprietà disinfettanti e antiparassitarie, perfette per evitare acari e pidocchi e anche come repellente naturale contro zanzare e insetti.
Sulla pelle e sui capelli il neem ha proprietà astringenti e riequilibranti, oltre ad aiutare a lenire alcuni disturbi specifici come dermatiti e acne.
Il suo potere antibatterico lo rende molto utilizzato anche nei dentifrici ayurvedici.

Robbia (nome ayurvedico: Manjistha)

La robbia è una pianta tintoria, conosciuta fin dall’antichità e usata sia per tingere tessuti, sia come colorante e riflessante per capelli.
Il colore che rilascia è un viola-porpora ma, a differenza di polveri come l’henné, ha un potere riflessante minore.
Per questo motivo viene quasi sempre usata insieme ad altre polveri tintorie: aggiungendola all’henné intensifica il colore e porta la tonalità della tinta verso un rosso ciliegia, mentre con la curcuma o il rabarbaro la sfumatura che si ottiene è più simile al colore albicocca.
Ha anche proprietà antinfiammatorie e aiuta i tessuti a guarire da diversi tipi di infezioni.

Tulsi

Anche chiamato “basilico santo”, il tulsi (nome scientifico: Ocimun sanctum) è una delle piante indiane più utilizzate nella medicina ayurvedica.
Considerato un vero e proprio elisir di lunga vita, viene utilizzato per trattare una gran serie di disturbi.
Le donne indiane lo utilizzano da sempre anche per la bellezza, per via delle sue proprietà riequilibranti, calmanti e antisettiche.

Tulsi

Tulsi

Ziziphus (nome ayurvedico: Sidr)

Questa polvere si ottiene dalle foglie di un’erba nota anche come Giuggiola di Cristo e nella cosmesi viene utilizzata per rinforzare e purificare i capelli, lucidandoli senza alterarne il colore originario.
Lo ziziphus è una vera miniera di minerali come ferro e magnesio, cosa che lo rende particolarmente utile in caso di capelli sfibrati e rovinati.
Può anche essere utilizzato come fissante per erbe tintorie come l’indigo.

Kapoor

La polvere di Kapoor ( o Kapur) proviene dalle radici della pianta di zenzero.
Essa, tra le polveri Hesh, è una delle più profumate e più efficaci sui capelli. Presenta infatti incredibili capacità antiseticche e stimolandi, è capace inoltre di fornire resistenza e luminosità ai capelli fragili e spenti.
Può essere utilizzato da solo, o mescolato ad altre polveri.

Baheda

La polvere della Baheda viene estratta dai pimenti dell’omonima pianta Indiana.
L’albero del Baheda è di dimensioni enormi e presenta dolci frutti di colore grigio. Il suo frutto viene utilizzato nella medicina Ayurvedica per la pulizia del sistema digestivo e per favorire la digestione.
Baheda è considerato un forte ringiovanente per corpo e capelli. Rafforza e stimola la crescita dei capelli ed aiuta a mantenerli forti e lucidi. Questo frutto è usato per il trattamento dei capelli fini e fragili.
Questa pianta dall’azione antiossidante e anti-microbica, aiuta anche a migliorare il tono della pelle.

Baheda

Baheda

Nagar

La Nagar è un’ Erba adattogena, mantiene in equilibrio l’attività delle ghiandole sebacee, stimolandole se ne hanno bisogno o frenandone l’azione se lavorano troppo. Inoltre si aggiunge ai mix lavanti per capelli, un pò per il profumo, un pò per la sua delicata azione pulente. La Nagar è ottima anche aggiunta a impacchi per la pelle, ad esempio insieme ad una pasta a base di ghassoul e miele, per curarne i disordini. Colora delicatamente i capelli di marrone.

Altre erbe

Indigo

L’indigo è una tintura per capelli completamente naturale, diversa dall’henné perché ricavata da un’altra pianta. Essa è spesso utilizzata per coprire i capelli bianchi o grigi. L’indigo è conosciuto anche come henné nero ed esso, in una miscela con la Lawsonia Inermis, permetterà di ottenere delle tonalità che vanno dal castano chiaro al rosso mogano.

Kataam

Le donne mussulmane utilizzano il Katam da millenni per dare un tocco più scuro alla tintura per capelli.
E’ infatti una tintura naturale che permette di riflessare i capelli scuri, e di coprire, almeno in parte, quelli bianchi o grigi.
Esso, come l’indigo, risulta ideale per inscurire i capelli portandoli ad una colorazione che tende molto verso il castano, rispetto al rosso solitamente donato dagli henné.
Il Katam, a differenza del normale henné, proviene dagli arbusti della pianta e non dalle foglie. 

Cassia

Il nome del prodotto trae spesso in inganno, la cassia in effetti non è un vero e proprio henné. Essa, infatti, non è ricavata dalle piante di lawsonia Inermis, ma da quella della Cassia Obovata, la quale, raggiungta la maturazione, viene essiccata e polverizzata.
La polvere si presente con una consistenza vicina a quella del talco e di colore verde.
L’henné Cassia Obovata non è un henné colorante bensì, essendo neutro, esso è utilizzato per i suoi effetti curativi sui capelli sottili o danneggiati, ed è capace di renderli più forti, voluminosi e lucidi.

Mallo di noce

Attraverso il mallo di noce, il rivestimento carnoso del guscio con il seme che comunemente mangiamo, si può ottenere una polvere riflessante che conferisce sfumature intense ai capelli castani.
Può essere usata da sola (dando al capello una sfumatura leggera sui toni dell’ambrato) oppure unita all’henné o all’indigo per portare la tonalità della tinta su toni più castani.

Mallo di Noce

Mallo di Noce

Rabarbaro

Della pianta del rabarbaro si utilizzano le foglie o la radice polverizzate soprattutto per preparare delle tinte naturali per capelli. Rilascia un colore che va dal biondo al giallo intenso e la sua azione si vede soprattutto per far risaltare i riflessi naturali dei capelli biondi.
Mescolato ad altre polveri tintorie può essere usato per creare sfumature calde nei castani e nei rossi.

 

Ho trovato anche una tabella riassuntiva delle erbe indiane e delle loro proprietà, anche se non ci sono tutte le erbe che ho menzionato trovo che possa essere utile per trovare quelle più adatte alle proprie esigenze.

Tabella creata da primobio.it

Utilizzo delle Erbe Indiane

Il modo migliore per utilizzare le erbe indiane nei trattamenti di cosmesi è quello di usarle polverizzate come impacco su viso o capelli. La cosa migliore è mescolarle con dell’acqua molto calda. SI puo aggiungere anche altro liquido come ad esempio il succo di aloe, infusi oppure gel ai semi di lino. Si possono aggiungere miele, oli o burri a seconda della secchezza dei capelli e del tipo di impacco che andrete a fare.
Unica accortezza da osservare è quella di utilizzare ciotola e cucchiaio di legno o di ceramica evitando invece il metallo che potrebbe reagire con le erbe e far virare i colori si alcune di esse.

Versare le polveri e aggiungere il liquido un po’ alla volta, mescolando fino ad avere un composto omogeneo ma consistente da applicare sulla pelle del viso o sulle radici e sulle lunghezze dei capelli.
Per alcune erbe indiane è consigliato lasciare macerare una mezz’oretta prima di utilizzarle coprendo la ciotola con la pellicola trasparente.

Le erbe indiane si possono usare sui capelli asciutti come impacco pre-shampoo, sui capelli bagnati come erbe lavanti oppure post shampoo come per esempio si fa con le erbe tintoree.
Lasciare agire dai 10 ai 90 minuti in base al tipo di erba scelta e dal tipo di impacco, poi sciacquare con cura con acqua calda ma non bollente e alla fine è consigliato di fare uno shampoo leggerissimo per togliere del tutto i residui.

Dove acquistare le erbe Indiane

La mia scelta preferenziale è sempre la rete. Solitamente compro su ecco-verde.it perchè sono cliente da anni e Macrolibrasi perchè vende anche alimentari ed ha spese di spedizione gratis da 29 euro, ma facendo delle ricerche ho trovato anche altri fornitori interessanti.

  • PrimoBio eshop prodotti biologici con spese di spedizione gratis a partire da 29,90€
  • ecocose.com, eshop prodotti biologici
  • Erbe di Janas, produce e vende direttamente tutte le sue erbe
  • Zen Store con varie materie prime per autoproduzione, oggetti per la casa, tisane e prodotti bellezza.

Conoscevate le erbe indiane e come usarle per la bellezza dei capelli?
Se le conoscevate come le utilizzate?

Nei prossimi post vi racconterò le mie esperienze!

Alla prossima!

4 thoughts on “Erbe indiane: quali scegliere e come usarle”

  1. LaDama Bianca says:

    Ho della Reetha in casa e non l’ho ancora utilizzata. Diciamo che devo prendere coraggio 😉

    1. Manuki says:

      ahahah come mai ti incute timore?

  2. Il Blog di I. says:

    Diciamo che mi hanno sempre attirata, ma ho sempre avuto il terrore di combinare disastri XD specialmente per quanto riguarda i capelli. Non sai per quanti anni sono stata tentata dal fare il mix di henné ed indigo per tingerli, ma non volendo cambiare colore, ho sempre rimandato.
    Ultimamente con la scusa dei capelli bianchi da coprire, ho provato le tinte vegetali della nuova linea de La saponaria (ho preso il castano scuro, per mantenermi sullo stesso colore) e devo dire che non mi sono trovata affatto male. Si sentiva e vedeva che i capelli risultavano ispessiti e lucidi ed i bianchi coperti (anche se non tutti, ma credo che quello dipenda anche dal fatto che era la primissima volta che mi tingevo). L’unica nota negativa è stato l’odore molto forte di erba U_U però pur di rimandare le tinte chimiche mi va benissimo 😀

    1. Manuki says:

      Esattamente il mio percorso. Io mi sono buttata su kahdi e ho fatto due passate di mix già fatti per ora. Per i primi capelli bianchi direi che basta ma ora proverò a fare prima il rosso e poi il mix del mio colore perchè ho letto che il colore prende meglio sul capello bianco. Poi vi saprò dire! anche il mio piano è ritardare le tinte il più possibile! Per ora il risultato è accettabile sul colore è meraviglioso sui ricci che sembrano apprezzare gli impacchi e la “tinta”.

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