La Coppetta Mestruale – Introduzione e Storia

Ho pensato di inaugurare oggi una serie di articoli per raccontarvi la mia esperienza con le Coppette Mestruali, questi oggetti quasi sconosciuti.

Vi racconterò di cosa si tratta, quali sono le sue origini, perchè ho fatto questa scelta, le difficoltà che ho incontrato, i miglioramenti che ha portato nella mia vita durante il ciclo, i pregi ed i difetti delle coppette che ho provato e che proverò.

Molte di voi forse sanno già di cosa sto parlando. Per alcune forse invece si tratta di una novità, quindi cominciamo dall’inizio…

La Coppetta Mestruale costutuisce molto semplicemente un’alternativa ancora poco conosciuta agli assorbenti interni ed esterni.

 

La mia storia e le mie abitudini prima della Coppetta.

Fino all’anno scorso sono stata un’utilizzatrice di normali assorbenti, con una preferenza per quelli sottili con le ali e con una superficie piuttosto naturale tipo cotone, niente Lines Seta o cose plasticose del genere.
Il miei favoriti sono stati per anni i Nuvenia Ultra con Ali (quello rosa, per intenderci), mi sono trovata bene con i Lines é ed ho provato anche qualche marca di assorbenti più biodegradabili o da farmacia per minimizzare alcune irritazioni provocate dall’utilizzo.
Gli assorbenti interni li utilizzavo solo in occasioni particolari (piscina, mare, etc…). Non c’è stata mai una grande simpatia con questo tipo di assorbente.
La verità comunque è che non ero più  soddisfatta di come vivevo il mio ciclo. Dolori piuttosto intensi a parte ero infastidita da dermatiti da conttatto e sgradevoli odori che non mi facevano sentire a mio agio.

Perchè cercare un’alternativa? 

Nel mio caso sicuramente hanno inciso i problemi di irritazione e di odori connessi all’utilizzo degli assorbenti esterni e la scarsa piacevolezza nell’utilizzo degli assorbenti interni, anche se devo ammettere che negli ultimi anni sono migliorati notevolmente.
Un’altra motivazione che sicuramente mi ha incentivato a provare la coppetta è il minor Impatto Ambientale; infatti la coppetta è riutilizzabile, quindi non crea inutili rifiuti non Biodegradabili.
Per lo stesso motivo la coppetta ha anche un minor impatto economico sul nostro portafogli.
La vita di una coppetta infatti può essere anche di 10 anni se ben tenuta.
Facendo due conti nel mio caso  cambio una media di 5 assorbenti al giorno per 5 giorni.  Nell’arco di 12 mesi sono circa 300 assorbenti  all’anno che vengono smaltiti in discarica dove rimarranno inalterati per decine e decine di anni.
Diciamo quindi che in un anno consumo 15 confezioni da 20 assorbenti al costo di circa 3€ l’una.
Sono 45€ all’anno, 225€ in 5 anni e 450€ in 10 anni.
Tenete conto che in questo esempio sono stata bassa con i costi perché in Farmacia e nei negozi Bio si trovano confezioni da 15 assorbenti a 5 euro!
Considerando che una coppetta costa da 15 ai 40 euro la si ammortizza al massimo in un anno.

La Storia della Coppetta

La coppetta Mestruale non è certo un’invenzione recente anche se potrebbe sembrare perchè non ne abbiamo mai sentito parlare.
Il primo brevetto risale addirittura al 1867!
Qui potete vedere le immagini del  brevetto di questo aggeggio che assomiglia più ad uno strumento di tortura che a una pratica invenzione.

La storia della moderna coppetta mestruale però ha inizio intorno negli anni ’30 fa con la registrazione di due brevetti: Dainette, nel 1932 la cui storia però non  risulta chiarissima e quella disegnata da Leona W. Chalmers, che nel 1937 depositò il brevetto di quella che divenne la progenitrice delle moderne coppette.
Come potete vedere infatti il design non è cambiato molto mentre per quanto riguarda i materiali invece dalla gomma vulcanizzata come ipotizzato dalla Chalmers nel brevetto, si è passato oggi al più igienico silicone chirurgico.
Mrs. Chalmers scrisse anche un libro dove spiegava cosa fosse e come utilizzare la coppetta mestruale. Ritengo interessante dare un’occhiata a questi reperti storici per avere uno spaccato sull’intimità femminile dell’epoca che difficilmente ci arriva attravero i comuni media.
Negli stessi anni nacquero anche i primi assorbenti interni.
Probabilmente proprio per le caratteristiche intrinseche di tutti questi prodotti ad uso interno rimase la preferenza delle consumatrici per l’assorbente esterno.

Secondo le testimonianze di Robert Oreck, fondatore di Tassette Inc. che insieme alla Chalmers commercializzò la coppetta alla fine degli anni ’50, la prima produzione delle coppette avvenne poco prima della Seconda Guerra Mondiale che generò però una scarsità di materia prima. Oltre al problema della materia prima il fallimento di questo prodotto fu dovuto, secondo Oreck, anche al fatto che le donne non ne apprezzarono le caratteristiche ritenendola troppo dura e pesante. Probabilmente inoltre i tabù sulla sessualità rendevano questo prodotto troppo all’avanguardia per l’epoca.
Dopo la guerra Mrs. Chalmers si associa a Robert Oreck per la produzione di Tassette che ha inizio nel 1959.
La società, denominata Tassette Inc. si scontrò comunque con varie difficoltà, da quella di raggiungere personale medico a cui farla provare e pubblicizzare a quella della vera e propria campagna di marketing nella quale non era possibile illustrare il funzionamento di questo oggetto in maniera esplicita e non era possibile utilizzare termini quali “vagina” o “vaginite”.
Ci furono anche proteste per il cartellone pubblicitario che fu eretto a Brodway per pubblicizzare Tassette (foto a fianco).

Nonostante questo riuscirono anche a realizzare anche vari spot radiofonici, cosa ancor più difficile all’epoca.
Questo l’inizio di uno degli spot:
“As a doctor, I recommend Tassette. As a woman, I rave about it. To me personally, Tassette is more than monthly protection. It’s a blessing.”


Purtroppo Tassette Inc. non ebbe mai profitti e nel 1963 la coppetta sparì dal mecato.

Oreck dichiarò chei probelmi principali che avevano portato al fallimento di Tassette furono essenzialmente la riluttanza del consumatore alla pulizia e al riutilizzo della coppetta e il fatto che la lunga vita media della del prodotto non portava la cliente soddisfatta a ricomprarla nel breve periodo.

Tassette Inc. però non sparì e nel 1970 apparse sul mercato Tassaway, che nella visione di Oreck doveva risolvere quelli che erano stati i problemi principali di Tassette.
Tassaway era fatta di un polimero elastomero non assorbente, più leggero e morbido della gomma ed era usa e getta.
Qui una timeline con le fotografie delle varie coppette della storia.
Tassette Inc. riuscì a vendere di più con questo prodotto ed ebbe degli alti e bassi in borsa. Alla fine ci furono delle indagini e la società ebbe essenzialmente problemi fiscali che la portarono a chiudere i battenti nel 1972 senza profitti e con enromi debiti verso la società che aveva curato le campagne pubblicitarie.

La coppetta riappare di nuovo alla fine degli anni ’80 con The Keeper, una coppetta riutilizzabile in gomma naturale diretta discendente di Tassette e Tassaway e che finalmente ottiene il successo meritato.
La fondatrice del marchio è Lou Crowford e The Keeper è ancora oggi una delle coppette più conosciute e vendute negli Stati Uniti.
Nel 2002 anche la Mooncup Ltd con sede nel Regno Unito che inizio a produrre la prima (e più famosa) coppetta in silicone chirurgico chiamata appunto Mooncup.
In seguito a questi successi sono nate molte varianti di questo tipo di coppette mestruali  la maggior parte delle quali molto simili tra loro ma con dettagli diversi, forme leggernmente diverse e anche colori diversi.

La maggior parte delle informazioni sulla storia della Coppetta e le immagini provengono dal sito del Museum of Menstruation che vi consiglio caldamente di visitare.

Come è fatta la Coppetta Mestruale?

Dopo averne narrato la storia e aver visto la sua evoluzione vediamo com’è fatto questo prodotto e come si utilizza.
La coppetta mestruale  è costituita da un recipiente morbido che si inserisce all’interno della vagina dove aderisce alle pareti del canale vaginale ed in questo modo riesce a raccoglie efficacemente il flusso mestruale per diverse ore senza creare odori e fastidi
Il recipiente deve essere  vuotato sciacquato e reinserito dalle tre alle quattro volte al giorno. Dopo l’uso il contenitore non va buttato, basta lavarlo in acqua corrente e sterilizzarlo prima del successivo utilizzo.
È un prodotto ben tollerato anche dalle donne allergiche o con pelle molto sensibile e non sono note ad oggi occorrenze di Sindrome da shock tossico con l’uso si questo prodotto, contrariamente a quello che succede con l’uso degli assorbenti interni.

Qui accanto vediamo le istruzioni di utilizzo vintage riportate nel libro della Chalmers ma che non sono molto lontane da quelle delle coppette moderne.

Nel prossimo articolo vi racconterò un nel dettaglio come si utilizza e come avviene la manutenzione della coppetta mestruale.
Vedremo anche come fare a sceglierla e vi racconterò come la mia personale esperienza prima di iniziare a parlarvi in particolare delle varie coppette che ho provato.

Spero di non avervi annoiate a morte con questo articolo lunghissimo ma la storia della coppetta mi sembrava davvero interessante e credo valesse la pena parlarne.
Inoltre spero che questi articoli destino la vostra curiosità nel caso non conosceste questo prodotto e vi aiutino nella scelta della vostra coppetta ideale anche nel caso siate già utilizzatrici.

Lasciatemi i vostri pensieri e le vostre eventuali domande nei commenti.
Alla prossima!

 

37 pensieri su “La Coppetta Mestruale – Introduzione e Storia”

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